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Il fotovoltaico in PPP
Inviato da Editore il Mer, 02/15/2012 - 11:59
Come molti di voi sanno, il Partenariato Pubblico Privato - ppp, appunto - si riferisce a forme contrattuali basate sulla cooperazione tra soggetti pubblici e privati che integrano le proprie competenze e risorse per la realizzazione di opere pubbliche, o di pubblica utilità, e dei servizi connessi.
Nel corso dell’ultimo decennio, questa forma di collaborazione ha visto un importante sviluppo e la realizzazione di numerosi progetti significativi per le comunità dove sono stati realizzati.
Nell’ottica di approfondire la conoscenza procedurale e operativa del Partnerariato Pubblico e Privato, Asset Camera, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Roma, ha pensato di realizzare una serie di manuali che - attraverso l’analisi di case history viste come elemento essenziale per la definizione e la standardizzazione delle esperienze più significativa - aiutino a comprendere meglio queste forme di collaborazione.
Il primo manuale era relativo alla realizzazione di asili nido (ne parliamo qui).
Il secondo manuale affronta una tematica altrettanto interessante ma connessa, questa volta, ai temi dell’energia e alla produzione di energia pulita in particolare: la realizzazione di impianti fotovoltaici.
Il manuale verrà presentato a Roma il prossimo 21 febbraio alle 10 presso l’Aula dal Consiglio della CCIAA di Roma, in Via de Burrò 147. Per il programma e per registrarsi all’evento cliccate qui http://www.siop-lazio.it/eventi/convegno.aspx. Tutti possono partecipare o potranno comunque scaricare il manuale ad un indirizzo web che vi segnaleremo non appena disponibile.
Asili nido: Partenariato Pubblico Privato e creatività italiana per crescere nei prossimi 40 anni
Inviato da Editore il Mer, 02/01/2012 - 12:02
Alla luce del ruolo svolto oggi e del loro valore per le famiglie, è davvero difficile credere che solo 40 anni fa gli asili nido che conosciamo oggi praticamente non esistessero. Risale, infatti, al 2 dicembre 1971 l’approvazione della Legge 1044 che ha sancito l’istituzione degli asili nido in Italia.
Una legge fondamentale non solo per l’infanzia ma per il tessuto sociale nel suo complesso. Per l’infanzia, la Legge ha contribuito a trasformare semplici centri assistenziali in veri e propri spazi per l’educazione e lo sviluppo. Per il tessuto sociale, la 1044 ha significato coinvolgimento dei genitori, inserimento di personale qualificato e impianti ricettivi strutturati in modo finalizzato e non casuale; capaci, infine, di garantire alle donne il sostegno pubblico dovuto per poter progredire anche nel campo del lavoro.
In realtà. la situazione degli asili nido oggi non può esattamente definirsi rosea.
Nonostante siano passati 40 anni dall’approvazione della Legge, quello degli asili nido è ancora un problema strutturale in tutta Italia.
Un problema che difficilmente potrà contribuire a quell’ “inserimento nel mondo del lavoro di donne e giovani” indicato dal Governo come una delle sue priorità.
Un problema che, ancora una volta, tocca soprattutto le donne, spesso costrette a rinunciare o a procastinare il ritorno nel mondo del lavoro per occuparsi dei bambini in mancanza di strutture idonee (pochi posti disponibili) o dei mezzi per potersele permettere (rette salate).
Agricoltura: singolare, femminile, prevalentemente immigrata?
Inviato da Editore il Mar, 12/06/2011 - 15:00
Secondo il rapporto Censis 2011, reso pubblico il 2 dicembre scorso, l’agricoltura è stato sinora il settore nel quale la crisi ha avuto l’impatto minore rispetto al resto del sistema economico, migliorando addirittura la produttività e riuscendo a conservare il primato del maggior numero di prodotti agroalimentari di qualità con denominazione protetta: il 22,1% di tutti quelli riconosciuti in ambito comunitario (il comunicato stampa del Censis relativo alla "società italiana al 2011" è scaricabile a partire da questo link).
Nell’indagine “La Città che mangia”- realizzata da Asset Camera, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Roma, in collaborazione con SWG per Ecopolis - si racconta, fra le altre cose, la storia di una imprenditrice straniera, che crediamo fornisca delle interessanti indicazioni relative al potenziale ruolo futuro dell’immigrazione femminile nelle zone rurali e nel settore dell’agricoltura in particolare.
L’Italia dell’acqua, l’Italia del vento, l’Italia del sole. La geografia del nostro Paese indicatore chiave per le scelte energetiche del futuro.
Inviato da Editore il Mar, 11/29/2011 - 13:17
Secondo le ultime stime, mancano circa 12 anni all’estinzione delle riserve naturali di gas in Italia. A che punto siamo con le energie rinnovabili?
E’ vero, come sottolinea il rapporto “Città, Costruzione ed Energy Technology” realizzato da Asset Camera in collaborazione con CRESME Ricerche per Ecopolis, le stime si basano su calcoli probabilistici e potrebbero essere sbagliate sia in relazione ai ritmi di estrazione sia perché nuovi giacimenti potrebbero venire alla luce. Tuttavia il dato suscita una certa inquietudine. Dodici anni passano in fretta e se pensiamo che il gas naturale ammonta al 22% della produzione nazionale di energia, appare chiaro che il problema assume ogni giorno di più carattere di urgenza.
Rispetto a quaranta anni fa, l’Italia produce oggi più rinnovabili ma anche più petrolio (nel 2009 ne sono stati estratti 4,5 milioni di tonnellate). Oggi le energie rinnovabili rappresentano la maggior voce di produzione interna, ma il loro contributo al consumo interno lordo è piuttosto modesto (circa il 6,8% nel 2008 secondo Eurostat). Inoltre, la produzione di energie rinnovabili è ancora legata quasi totalmente alle rinnovabili tradizionali, quelle a maggior impatto ambientale e minore potenzialità di sviluppo futuro.
Eolico e solare hanno una rilevanza marginale sulla produzione totale (6% il primo, 0,8% il secondo) specie se paragonate all’idroelettrico (quasi il 50% del totale di energia proveniente da rinnovabili) e alla legna e assimilati (21%). L’energia proveniente da tecnologia geotermoelettrica, infine, pesa per il 7,7% sulla produzione di energia rinnovabile (sempre in base ai dati del 2008).
Nel rapporto si evidenza che l’anno ormai al suo termine e il 2012 faranno segnare un significativo balzo in avanti, soprattutto nel settore fotovoltaico e già nei due anni precedenti, le nuove installazioni di impianti solari ed eolici hanno superato quelle da fonti elettriche tradizionali. I dati fanno ben sperare, almeno in termini di coscienza ambientale da parte degli operatori del settore edilizio e, più in generale, dei cittadini.
Ma in che direzione vanno le scelte “ecologiche” del nostro Paese?
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