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Sperimentazioni per la mobilità urbana sostenibile 1: Il caso Dresda
Inviato da Editore il Lun, 02/06/2012 - 16:55
Uno degli aspetti interessanti dell’indagine sulla mobilità urbana sostenibile - realizzata da Asset Camera in collaborazione con CRITEVAT dell’Università la Sapienza - riguarda l’analisi di casi studio in Europa. I casi approfondiscono in particolare quegli strumenti di contenuto strategico utili per affrontare in pratica il tema della sostenibilità in materia di mobilità urbana.
Integrazione, formazione, partecipazione e monitoraggio sono i quattro elementi chiave presi in esame ai fini della ricerca, gli stessi che animano gran parte dei lavori dedicati alla mobilità sostenibile.
Proveremo da oggi a riassumere i dati più interessanti emersi da ogni singolo caso preso in esame dalla ricerca, che vi ricordiamo è possibile scaricare qui.
La prima città presa in considerazione dal rapporto è Dresda, seguita da Stoccolma e Vienna a livello europeo; Roma, Torino e le relative Provincie sono gli esempi italiani analizzati da rapporto e che andremo a riassumere nelle prossime settimane.
Dresda ha scelto di adottare il “Piano del Trasporto Urbano sostenibile Dresda 2023”, puntando soprattutto sul varo di progetti di park pricing e piani per la sosta. L’obiettivo è la realizzazione sul territorio urbano di nodi di scambio intermodale per favorire l’abbandono del mezzo privato a favore dei mezzi pubblici.
PUT, PUM, Boom - Quale “acronimo” per la mobilità sostenibile?
Inviato da Editore il Mar, 11/29/2011 - 13:33
La quantità di ricerche effettuate e di sperimentazioni messe in moto sul tema della mobilità sostenibile è impressionante.
L’indagine realizzata da Asset Camera in collaborazione con CRITEVAT dell’Università Sapienza realizzata per Ecopolis riporta un’ottima selezione delle iniziative a livello europeo e italiano e, correttamente, segnala i due aspetti - positivo e negativo - di questo proliferare di iniziative, piattaforme, portali, progetti, tutti volti a fornire una o più soluzioni percorribili per conseguire l’obiettivo di minimizzare l’impatto ambientale dei mezzi di trasporto.
L’indagine evidenzia che, solamente sulla base di quanto già esistente, sarebbe possibile realizzare una vera e propria enciclopedia per la conoscenza della materia e dei percorsi risolutivi realizzati o possibili. Una fonte di conoscenza unica e potenzialmente accessibile a chiunque, capace di raccogliere tutte le esperienze volte a risolvere un problema che affligge i cittadini di qualsiasi città - e delle metropoli in particolare - ma che ha anche effetti devastanti sulle modalità di governo del territorio a livello locale, nazionale e, infine, mondiale.
Empaticamente mia...
Inviato da Editore il Ven, 10/14/2011 - 11:42
Il rapporto fra gli italiani e i luoghi del vivere quotidiano in una indagine svolta da SWG per Ecopolis, a cura di Asset Camera.
Lo scorso mese di febbraio SWG, per conto di Asset Camera e all’interno del progetto Ecopolis, ha realizzato un’interessante indagine che ha coinvolto, in una web discussion ricca di spunti, 20 soggetti selezionati in base agli usuali parametri di genere, età, macro area territoriale e ampiezza del centro abitato.
L’indagine (scaricabile a partire da qui) si proponeva di individuare e approfondire alcune direttrici utili a comprendere la percezione dell’habitat urbano oggi e gli sviluppi futuri del concetto stesso di città.
Nei prossimi giorni andremo a vedere nel dettaglio le diverse indicazioni, i suggerimenti e le suggestioni emerse nel corso della discussione, ma, prima di iniziare il racconto delle diverse prospettive sulle città del prossimo futuro, ci sembra interessante sottolineare i dati emersi relativamente al vissuto della propria città e al rapporto che i partecipanti alla web discussion intrattengono con il luogo nel quale vivono. Che sia per nascita, per scelta, per dovere o per caso, la maggioranza del campione SWG ama la città in cui vive ed è così profondamente legato ad essa (in particolare se si tratta della propria città natale) da non vederne, molto spesso, mancanze e difetti.
Campane a morto per la creatività?
Inviato da admin il Mar, 09/07/2010 - 09:32
Si è appena concluso a Sarzana la settima edizione del Festival della Mente dove intellettuali e scienziati si sono incontrati per parlare delle evoluzioni e delle potenzialità della mente umana e, a giudicare da un bell’articolo di Sara Ficocelli comparso nella sezione Scienze di Repubblica.it le voci di alcune fra le personalità presenti al festival hanno dato conferma dei risultati della ricerca sulla creatività commissionata dalla Camera di Commercio di Roma.
Dall’articolo - che raccoglie un’interessante serie di dichiarazioni da parte di alcuni esponenti di spicco del mondo dell’università, della scienza, dell’arte, della comunicazione - emerge un quadro complessivamente positivo delle potenzialità italiane in materia di creatività, molto simile a quanto emerge dai risultati dell’indagine: gli Italiani sono creativi ma la nostra vena creativa, e in particolare quella che dovrà trarre alimento dalla generazioni future, è a forte rischio di inaridimento.
Le cause sono note e nello studio, scaricabile a questo indirizzo http://www.culturaecambiamento.it/node/311, l’Istituto di ricerca SWG ne fornisce un compendio esaustivo. E’ interessante notare che anche per gran parte degli intellettuali riuniti a Sarzana il ruolo di grande inquisito in questo processo sulla imminente morte della creatività italiana spetta alle istituzioni e alla politica in particolare, ree di non investire nell’incentivare la creatività intesa come ricerca ma non solo.



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