INNOVAZIONE
RETE
Il 2009 è stato l’Anno Europeo della Creatività e dell’Innovazione. La ricerca commissionata dalla Camera di Commercio di Roma all’Istituto di Ricerca SWG dedica una parte dello studio all’analisi dell’immaginario e degli atteggiamenti sulla creatività che emergono tra gli italiani.
I dati della ricerca tratteggiano un Paese per il quale la creatività sembrerebbe esprimersi in direzione della capacità di trovare soluzioni diverse e innovative rispetto ai problemi che ci si trova a dover affrontare nella vita e nel lavoro. Una qualità, inoltre, che, lungi dall’essere innata, può invece essere appresa e “coltivata”.
Il concetto di creatività, chiarisce la ricerca, è un concetto ancora giovane essendo nato nel secolo scorso. Poincaré, il celebre matematico e fisico francese che introdusse il principio di relatività, individuava la creatività nel processo capace di unire elementi pre-esistenti con connessioni nuove al fine di accrescerne l’utilità. Proprio capacità di innovazione e pragmatismo sono due degli elementi che, associati, possono far balenare la scintilla della creatività.
Il termine nativi digitali è probabilmente uno dei tentativi più riusciti di “naming generazionale”, una classificazione indovinata per la generazione che si affaccia oggi alla maturità.
I 18-25enni che compongono questa nuova categoria sono - e saranno in misura sempre maggiore - gli attori principali di un cambiamento radicale del nostro ambiente socio-economico, una vera e propria mutazione che prefigura il nascere di un ambiente totalmente diverso da quello in cui viviamo e al quale ha, in gran parte, dato forma - sicuramente ha vissuto ed è cresciuta - la generazione dei baby-boomers, la generazione dei nati tra il 1945 e il 1964.
Riusciamo nella vita grazie a preparazione e competenza ma abbiamo anche bisogno di creatività e di capacità di innovare. I primi due tratti caratteriali sono indispensabili per il 51% degli italiani mentre gli altri due sono necessari secondo un quarto del campione intervistato per la ricerca su Italiani e Creatività effettuata da SWG per conto della Camera di Commercio di Roma e scaricabile qui (http://www.culturaecambiamento.it/node/241)
Sempre un quarto circa degli Italiani propone una visione più tradizionale e indica conoscenze o capacità relazionali come “doti” necessarie per avere successo nella vita. In pratica, il capitale sociale è ancora vissuto come un veicolo di successo; l’appartenenza a un determinato gruppo e i giusti appoggi possono semplificare la vita o, quanto meno, la riuscita professionale.
La ricerca ha, tuttavia, messo in luce anche il richiamo al carattere e alle qualità di determinazione e spirito di sacrificio necessari per il raggiungimento di traguardi ambiziosi.
Delle 1015 aziende multinazionali top presenti nel mondo, ben 403 sono presenti nel nostro territorio (8 di queste sono italiane). L’atteggiamento prevalente da parte di chi è presente nel nostro paese sembra essere di diffusa benevolenza - tratto marcato in chi osserva la realtà italiana da distanza -; tuttavia, le complessità del nostro paese non sfuggono a chi ha deciso di operare in Italia e comportano uno sforzo di comprensione e di adattamento non indifferente.
L’indagine condotta da IPSOS per conto della Camera Commercio di Roma e disponibile qui (http://www.culturaecambiamento.it/node/352) in versione integrale, porta alla luce la percezione dei limiti strutturali e delle zone d’ombra percepite da chi nel nostro paese ha deciso di investire.
Burocrazia, complessità del sistema legale-amministrativo, interpretazione soggettiva delle regole, sono alcuni degli elementi che portano le aziende a percepire una sostanziale “inquietudine” di fronte a una cornice organizzativa e amministrativa spesso oscura, sicuramente mutevole.
Il nostro Paese ha bisogno di un nuovo slancio. Finora i tentativi di rinnovamento
sono sempre stati calati dall’alto, secondo una visione del mondo precostituita.
C’è bisogno di cambiare metodo, facendo partire dal basso un dibattito denso e
costruttivo sul tema della cultura e del cambiamento.
Per questo la Camera di Commercio di Roma - istituzione economica deputata a
creare un contesto ottimale per l’attività di impresa - ha dato vita al progetto
“Padri Analogici, Figli Digitali”.
L’apporto di ciascuno di Voi si rivelerà prezioso per il raggiungimento di
quest’obiettivo. Vi invito a leggere i contenuti che Vi proponiamo e ad arricchirli
con i Vostri contributi.
Andrea Mondello

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